Ad aprile 2020 l’83% delle imprese ANIE ha riaperto e solo il 15% dichiara di essere chiusa parzialmente. Danni severi per il 77% delle aziende e ricorso agli ammortizzatori sociali per il 65% del campione. Si registra in media un calo pari al 41,9 % del fatturato totale e del 42,2% per le ore lavorate. Riduzione dei costi fissi, maggiore ricorso allo smart working e accelerazione della trasformazione digitale i principali strumenti per uscire dalla crisi. Sono questi i principali risultati dell’indagine del Centro Studi ANIE, che scatta una nitida fotografia dell’attuale situazione



L’impatto sull’attività

Guardando agli effetti sull’attività aziendale della diffusione del Covid-19, il 77% delle imprese ANIE segnala danni severi o significativi (nella precedente edizione dell’indagine riferita al mese di marzo tale quota era pari al 66% sul totale), mentre la quota di aziende che dichiara nessun danno o di entità trascurabile è pari al 2% (sfiorava il 5% nella precedente edizione).

Ad aprile 2020, nel confronto annuo con aprile 2019, le imprese elettrotecniche ed elettroniche che hanno preso parte all’indagine segnalano in media un calo pari al 41,9% del fatturato totale (nel mese di marzo il calo rilevato era pari al 22,4%) e pari al 42,2% per le ore lavorate (-21,8% la corrispondente variazione nel mese di marzo).

Ammortizzatori sociali

L’attuale crisi – che si riflette sia sul fronte della domanda sia su quello dell’offerta – impone forti restrizioni all’ordinaria attività aziendale e favorisce altresì il ricorso fra le imprese agli ammortizzatori sociali. Il 65% delle imprese che hanno preso parte all’indagine dichiara di fare ricorso o di avere intenzione di ricorrere agli ammortizzatori sociali (si rileva una riduzione della quota che nella precedente edizione dell’indagine riferita al mese di marzo era pari al al 73% sul totale).

Credito: le imprese “resistono”

Pur in presenza di una situazione critica, per il momento fra le imprese elettrotecniche ed elettroniche la necessità di accedere al credito sembra ancora parzialeIl 55% delle imprese ANIE del campione dichiara di non avere attualmente bisogno di richiedere finanziamenti utilizzando le misure previste dal DL Liquidità. Tuttavia, risulta che il 23% delle imprese segnala di non averne ancora bisogno, ma di avere intenzione di richiedere finanziamenti a breve. Il 15% delle imprese ha invece già richiesto un finanziamento di importo massimo garantito fino a 5 milioni di euro per imprese fino a 499 dipendenti. In caso di richiesta di finanziamento, il 92% delle imprese del campione dichiara che il finanziamento richiesto non è stato ancora erogato, ma è in fase di definizione.

Le modalità di lavoro

Nella fase attuale si conferma prioritario il ricorso allo smart working. Le imprese ANIE dichiarano che il 47% degli addetti diretti operano in smart working (la corrispondente quota era pari al 42% sul totale nella precedente edizione dell’indagine che aveva come orizzonte temporale il mese di marzo).

Le criticità rilevate 

Il 65% delle imprese ANIE del campione dichiara di rilevare criticità nell’attività aziendale. La quota segnalata nella precedente edizione dell’indagine era pari al 72%. Il 38% per la mancanza di materiale sanitario per lo svolgimento in sicurezza delle attività (la corrispondente quota nella precedente edizione dell’indagine riferita al mese di marzo era pari al 45% sul totale), un’analoga quota per la mancata ricezione delle forniture per i processi produttivi (pari al 52% la quota nella precedente edizione) e il 35% delle imprese per la riduzione della liquidità necessaria a garantire l’ordinaria gestione aziendale (pari al 31% la quota nella precedente edizione).

Le strategie per la ripresa 

Le imprese guardano già oltre alle criticità del breve termine, pianificando le strategie per uscire dall’attuale crisi. Risulta prioritario ridurre i costi fissiconsolidare lo smart workingampliare i target di mercato e implementare la trasformazione digitale.